Da 25 anni LRQA partecipa alla conferenza GFSI, osservando come il settore alimentare reagisce all’evoluzione dei rischi legati alla sicurezza alimentare.
Quest'anno, tuttavia, il tono delle conversazioni ha lasciato intravedere un approccio più deciso, con minore enfasi sul consolidamento delle strategie consolidate e maggiore attenzione a come tali strategie debbano evolversi per rimanere efficaci nella pratica.
Nel corso di incontri con i clienti, tavole rotonde e discussioni informali, è emerso rapidamente un sentimento condiviso, influenzato dalla crescente importanza dei dati, dalla sempre maggiore complessità delle catene di approvvigionamento globali, dall'impatto tangibile dei disturbi legati al clima e dalla crescente richiesta di trasparenza da parte di autorità di regolamentazione, consumatori e parti interessate.
Autori
Le prospettive in questo articolo riflettono le intuizioni degli esperti di LRQA Ian Spaulding, Stuart Kelly, Enrico Memmo, Kimberly Coffin e Mark Morales, che hanno partecipato attivamente alla conferenza per tutta la durata dell’evento, insieme a marchi leader, responsabili politici ed esperti di sicurezza alimentare.
Dalla garanzia all’intuizione
La certificazione continua a fornire una base fondamentale, offrendo struttura, coerenza e un punto di riferimento condiviso in tutto il settore, ma le organizzazioni stanno ponendo maggiore enfasi su ciò che accade tra un audit e l’altro, dove i rischi si evolvono in tempo reale.
Molte aziende operano con set di dati estesi; tuttavia, riunire questi elementi in una comprensione coerente e utilizzabile del rischio rimane una sfida persistente. Il direttore dei clienti globali di LRQA, Enrico Memmo, ha osservato che “i clienti faticano a collegare i risultati degli audit, i dati dei fornitori, gli incidenti, gli avvisi normativi e i segnali di rischio esterni in un’unica narrativa del rischio”, evidenziando il divario tra disponibilità e fruibilità dei dati.
In risposta a ciò, sta crescendo l’interesse per approcci che integrino questi input in modo più efficace, combinando i risultati degli audit con fonti di dati più ampie per supportare un processo decisionale più informato e tempestivo; la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale non sono più limitate a discussioni pilota, ma si posizionano sempre più come fattori pratici di questo cambiamento, in particolare laddove supportano l’analisi predittiva e la visibilità in tempo reale. Ciò si è riflesso nel forte coinvolgimento alla tavola rotonda EiQ sull’integrità del prodotto di LRQA, dove è emerso un chiaro interesse per soluzioni che consentano un approccio più connesso e basato sul rischio alla gestione della sicurezza alimentare.
L'evoluzione del ruolo dell'audit
La struttura e lo scopo dell'audit continuano a essere riconsiderati, in particolare in contesti in cui la complessità e il ritmo mettono alla prova l'efficacia delle metodologie tradizionali; la certificazione rimane essenziale e imprescindibile come fondamento della sicurezza alimentare, con gli standard riconosciuti dal GFSI che continuano a crescere a livello globale, rafforzando il loro ruolo di benchmark affidabile e ampiamente adottato in tutto il settore.
Allo stesso tempo, le organizzazioni riconoscono sempre più che la certificazione non può operare in modo isolato e deve essere integrata da approcci più continui e basati sul rischio che riflettano l’evoluzione del rischio in tempo reale.
Come sottolineato in una tavola rotonda, “le checklist portano a una verifica della versione ‘curata’ della sicurezza alimentare, piuttosto che a una vera valutazione dell’efficacia delle pratiche di gestione del rischio”, una riflessione che ha trovato forte riscontro tra i partecipanti alla ricerca di una rappresentazione più accurata di come i sistemi funzionano nella realtà.
C'è un crescente interesse per audit che si allineino più strettamente al contesto operativo, ponendo maggiore enfasi sui processi e sui rischi, pur riconoscendo l'importanza delle competenze dei revisori; una valutazione efficace continua a basarsi tanto sul giudizio professionale quanto sulla progettazione del sistema. Kimberly Coffin, Direttore Tecnico della Supply Chain Assurance presso LRQA, ha ribadito questo concetto, osservando che la sicurezza alimentare rimane intrinsecamente umana e richiede “olfatto, osservazione e cultura per comprendere e gestire efficacemente il rischio”.
Una visione più integrata del rischio
Un approccio più integrato al rischio è stato un tema dominante durante tutta la conferenza, estendendosi oltre i singoli set di dati a come le informazioni vengono condivise, interpretate e applicate lungo la catena del valore; il principio di lunga data secondo cui la sicurezza alimentare non è competitiva sta acquisendo una rinnovata rilevanza, in particolare poiché le organizzazioni riconoscono che molti rischi non possono essere gestiti in modo isolato.
Gli sforzi per abbattere i silos stanno diventando più visibili, con le organizzazioni che cercano connessioni più forti tra i sistemi interni e i partner esterni, consentendo una maggiore visibilità e risposte più coordinate quando sorgono problemi; parallelamente, le aspettative in materia di trasparenza continuano ad aumentare, spinte dal controllo normativo e dalla domanda dei consumatori. Kimberly ha sintetizzato: “Non si tratta più di garanzia, ma di prova”.
Questo cambiamento si estende al modo in cui viene definito il rischio stesso, con la sicurezza alimentare sempre più considerata all’interno di un panorama più ampio e interconnesso, plasmato dalle pressioni climatiche, dalle interruzioni della catena di approvvigionamento e dalle condizioni operative in evoluzione. Come ha sottolineato Enrico, le organizzazioni stanno collegando «i rischi legati al clima con la resilienza del sistema di sicurezza alimentare», riflettendo un passaggio verso un pensiero più integrato che riunisce sicurezza alimentare, integrità del prodotto, ESG e considerazioni più ampie sul rischio aziendale.
Man mano che questi temi convergono, l'attenzione si sta spostando su come gestirli collettivamente piuttosto che isolatamente. Il CEO di LRQA, Ian Spaulding, ha sottolineato il chiaro potenziale nel «raccogliere quei dati… e gestire programmi più efficaci che soddisfino molteplici scopi», consentendo alle organizzazioni di rispondere in modo più efficace a contesti di rischio sempre più complessi.
Un cambiamento nelle aspettative nei confronti dei fornitori di servizi di garanzia
Le aspettative nei confronti dei fornitori di servizi di garanzia si stanno evolvendo di pari passo con questi cambiamenti, con i clienti alla ricerca di un supporto che vada oltre la certificazione per estendersi alla progettazione e al funzionamento di quadri di gestione del rischio più efficaci; ciò include indicazioni su governance, integrazione dei dati, supervisione dei fornitori e performance dei programmi, nonché gli strumenti necessari per riunire questi elementi.
Il coinvolgimento al GFSI ha rispecchiato un forte interesse per approcci più integrati e basati sui dati. Come ha osservato Mark Morales, responsabile del settore alimentare e delle bevande presso LRQA, “molte organizzazioni si affidano ancora a processi manuali e variabili per gestire il rischio dei fornitori, e le soluzioni tradizionali non sempre forniscono da sole informazioni sufficienti su cui agire”. Ciò sta alimentando un crescente interesse per approcci più olistici in grado di riunire dati, approfondimenti e supervisione in modo coerente e scalabile lungo catene di approvvigionamento complesse.
Allo stesso modo, la definizione di valore sta cambiando, allontanandosi dalla rendicontazione retrospettiva verso una visione lungimirante; come ha osservato Kimberly, le conversazioni sono sempre più incentrate su “come possiamo aiutare i marchi a ottenere più valore dai loro audit”, rafforzando la necessità di collegare le competenze tecniche con l’applicazione pratica.
Leggere l’atmosfera
Le opinioni sulla conferenza stessa sono state varie, con molti partecipanti che hanno posto maggiore enfasi sulle conversazioni dirette piuttosto che sulle sessioni formali; ciò riflette un settore che sta attraversando un periodo di cambiamento, in cui i quadri consolidati vengono rivalutati alla luce delle realtà attuali e dove c’è un chiaro desiderio di approcci più pratici e incentrati sui risultati.
Stuart Kelly, consulente commerciale di LRQA, ha offerto una prospettiva schietta, evidenziando un divario crescente tra il dialogo del settore e l’applicazione pratica. La prova rispetto all’intenzione è stato un tema ricorrente; mentre il settore ha dedicato molto tempo a definire cosa occorre fare e come affrontarlo, i progressi in alcune aree rimangono più lenti rispetto al ritmo delle esigenze di rischio.
Ci sono organizzazioni che si stanno muovendo con decisione, adottando nuovi processi e approcci che le posizionano in modo più solido per il futuro, mentre altre continuano a rimanere indietro, nonostante l'orizzonte sia più vicino di quanto possa sembrare. Per contestualizzare, sono passati sette anni dall'epidemia di COVID-19, un evento che ha messo alla prova la resilienza dei sistemi alimentari globali, e il settore opera ora in un contesto di continue turbolenze geopolitiche ed economiche.
Il rischio non sta diminuendo e le aspettative non si stanno allentando. L'imperativo per le aziende alimentari è riconoscere questo cambiamento, adattarsi a una realtà operativa più complessa e mantenere il passo attraverso una gestione del rischio solida e difendibile, assicurandosi di essere meglio preparate per qualsiasi cosa accada in futuro, perché ci sarà sempre un “futuro”.
Ian Spaulding, CEO di LRQA, ha commentato:
“La direzione da seguire sta diventando sempre più chiara: fiducia, trasparenza e tracciabilità stanno plasmando il modo in cui le organizzazioni affrontano la sicurezza alimentare, insieme a una crescente attenzione su come i dati possano essere utilizzati in modo più efficace, oltre agli audit e alla certificazione, per comprendere meglio e mitigare il rischio; l’opportunità ora sta nel collegare questi elementi, abbattendo i silos e costruendo approcci più integrati che riflettano la complessità dell’ambiente operativo odierno.”
Per LRQA, l'attenzione rimane proprio su questo: supportare il settore alimentare combinando competenza tecnica, innovazione e capacità digitale per aiutare i clienti a gestire i rischi in evoluzione con maggiore chiarezza e fiducia.
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