
CBAM | Domande e Risposte | FAQ Webinar
Nel corso del nostro ultimo webinar dedicato al CBAM sono emerse numerose domande da parte dei partecipanti. Abbiamo raccolto le principali e le abbiamo sintetizzate in questa sezione FAQ, con l’obiettivo di fornire chiarimenti pratici e approfondimenti utili sui temi trattati durante l’evento
Che cos’è il CBAM?
Il CBAM è uno strumento dell’UE che mira a:
- evitare la “carbon leakage” (delocalizzazione delle emissioni);
- garantire condizioni eque tra produttori europei e extra-UE;
- incentivare produzioni più sostenibili a livello globale.
Prevede obblighi di reporting (fase transitoria) e, a regime, l’acquisto di certificati CBAM.
A chi si applica?
Il CBAM si applica ai soggetti che:
- Importano nell’UE prodotti coperti dal regolamento CBAM;
- Agiscono come importatori diretti o indiretti.
Non si applica a:
- esportazioni dall’UE verso Paesi terzi;
- scambi esclusivamente intra-UE.
Quali prodotti sono coinvolti?
Attualmente il CBAM copre, tra gli altri:
- acciaio e ferro
- alluminio
- cemento
- fertilizzanti
- idrogeno
- elettricità
L’applicabilità dipende dal codice doganale (CN/HS).
Se la mia azienda esporta fuori UE, devo preoccuparmi?
No, il CBAM riguarda esclusivamente le importazioni in UE.
Tuttavia, è possibile un impatto indiretto:
- richieste dei clienti su dati ambientali;
- adeguamenti della supply chain;
- pressione competitiva.
Le società di trading sono coinvolte?
Sì, se:
- importano prodotti da Paesi extra-UE;
- risultano formalmente importatori.
No, se:
- acquistano e rivendono esclusivamente all’interno dell’UE;
- esportano fuori UE senza importazioni.
Cosa succede in caso di Perfezionamento Passivo (TPP)?
Nel caso di TPP:
- la lavorazione fuori UE può generare un prodotto considerato “importazione” al rientro;
- il CBAM può applicarsi al prodotto trasformato, non alla materia prima iniziale;
- la classificazione doganale del bene finale è determinante.
Questo vale anche se:
- la materia prima era di origine UE;
- non vengono aggiunti materiali;
- la lavorazione è limitata.
Il tipo di energia utilizzata all’estero incide?
Sì, ma solo ai fini della:
- quantificazione delle emissioni incorporate.
Non costituisce automaticamente un’esenzione dal CBAM.
Perché la dogana può richiedere il CBAM su beni reimportati?
Perché:
- il prodotto trasformato è considerato una nuova importazione;
- può rientrare nei codici CBAM;
- il meccanismo si basa sul luogo di produzione finale.
Cos’è il Perfezionamento Attivo (PA) e come impatta il CBAM?
Il PA consente di importare temporaneamente merci per lavorazione.
Tuttavia:
- deve essere formalmente autorizzato;
- richiede tracciabilità e gestione documentale;
- non esclude automaticamente tutti gli obblighi CBAM.
Possono rimanere obblighi di reporting.
Se sono sotto soglia, devo fare comunque dichiarazioni?
Durante la fase transitoria:
- esistono soglie di esenzione o semplificazione.
A regime (dal 2026–2027):
- gli obblighi saranno più strutturati;
- sarà necessario verificare periodicamente il proprio status.
Chi deve fornire i dati sulle emissioni?
Generalmente:
- il produttore extra-UE;
- oppure il fornitore lungo la supply chain.
L’importatore è responsabile di:
- raccogliere;
- verificare;
- dichiarare i dati.
Come gestire fornitori extra-UE (es. Cina)?
Best practice:
- spiegare il CBAM come requisito normativo UE;
- integrare il tema nella qualifica fornitori;
- adottare approcci collaborativi (audit, formazione);
- richiedere dati strutturati sulle emissioni.
Gli audit fornitori sono obbligatori?
Non sempre obbligatori, ma fortemente consigliati per:
- garantire qualità dei dati;
- ridurre rischi di non conformità;
- prepararsi alla verifica indipendente.
Chi paga i costi di certificazione/verifica?
Non esiste una regola unica:
- spesso a carico del produttore (fonte dati);
- in altri casi condivisi o negoziati.
Dipende da:
- potere contrattuale;
- strategia di filiera.
Qual è il ruolo delle Dogane italiane?
In Italia:
- l’Agenzia delle Dogane gestisce gli aspetti operativi;
- verifica classificazioni e obblighi;
- può richiedere adeguamenti o integrazioni.
Il coordinamento avviene con il quadro normativo europeo.
Quali sono i principali rischi per le aziende?
- errata classificazione doganale;
- dati incompleti o non verificati;
- mancato reporting;
- supply chain non preparata.
Quali sono i prossimi passi consigliati?
- mappare fornitori e flussi
- identificare prodotti CBAM
- verificare codici doganali
- raccogliere dati emissioni
- formare fornitori
- definire governance interna
Come può supportare LRQA?
LRQA può supportare le aziende con:
- analisi di impatto CBAM;
- verifica dati emissioni;
- audit fornitori;
- formazione;
- supporto alla compliance.
CBAM 2026
Cosa è necessario fare adesso per essere pronti alla verifica accreditata
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Per ulteriori approfondimenti, ti invitiamo a visitare la pagina della Commissione Europea dedicata al CBAM.
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